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La pensione è pignorabile? Ecco cosa dice la legge italiana

C’è una cosa che accomuna ogni lavoratore, a prescindere dal settore in cui svolge il proprio mestiere: la pensione. E nel momento in cui arriva, alcuni pensionati, soprattutto coloro che hanno accumulato debiti, temono di veder sfumata questa nuova (e tanto agognata) condizione. Per questo motivo, la normativa italiana ha imposto dei limiti circa la pignorabilità della pensione: vediamo insieme quali.

Che cos’è il pignoramento

Prima di chiarire quando la pensione non può essere pignorata, è necessario capire cos’è il pignoramento e da chi viene utilizzato questo strumento.
Il Codice di procedura civile, nel libro III, afferma che il pignoramento è un atto attraverso il quale viene dato il via al processo di espropriazione: in questo modo il creditore ha la possibilità di vincolare specifici beni al debitore per soddisfare il proprio diritto di credito.
Chi di fatto si fa portatore di questa azione è l’ufficiale giudiziario, incaricato dal giudice competente.
Fatta eccezione per alcune fattispecie, dove la legge preclude ai creditori la possibilità di servirsi della pensione del debitore per recuperare il proprio credito, esistono diverse soluzioni che spiegano come evitare il pignoramento della pensione.

Pignoramento della pensione: le modalità

Se un soggetto si trova in una condizione debitoria, resta in capo al creditore il diritto di scegliere le modalità attraverso le quali recuperare il denaro che ha dato in prestito. A prescindere dal debito, chi vanta un credito ha la possibilità di intraprendere il pignoramento ancora prima che il debitore abbia percepito la pensione. In tal caso il creditore dovrà effettuare una comunicazione sia all’INPS che al debitore e successivamente l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale si occuperà di trattenere la parte di pensione pignorata.
Tuttavia il legislatore ha imposto alcuni limiti, in modo tale da tutelare anche la condizione del pignorato. Anche in presenza di un debito alto, infatti, non tutta la pensione può essere pignorata.

Minimo vitale e pensione: perché non è possibile pignorarla tutta

Chi percepisce la pensione sa che il costo della vita condiziona la propria retribuzione e che questa viene rivalutata e riparametrata con cadenza annuale. Nel 2022 il trattamento minimo pensionistico ha subito un aumento, passando da 515 a 524 euro: ciò significa che chi percepisce una cifra inferiore a questa non potrà essere soggetto a un pignoramento, in virtù del cosiddetto minimo vitale. La legge prevede che ogni persona non può vivere al di sotto del minimo vitale, soglia che viene calcolata tenendo conto dell’importo dell’assegno sociale, aumentato del 50%.

Pensione di invalidità e pignoramento: tutto ciò che c’è da sapere

La pensione (o assegno) di invalidità civile è un sostegno economico che viene erogato dall’INPS a tutte quelle persone la cui condizione fisica o psichica influisce sulla loro capacità lavorativa, in maniera totale o parziale. Dunque se percepisco la pensione di invalidità e al tempo stesso ho dei debiti posso essere soggetto al pignoramento? La risposta è no. Il Codice di procedura civile chiarisce che tutte le prestazioni erogate a fini assistenziali (come l’assegno di accompagnamento), non possono essere pignorate.

Inoltre l’INPS ha chiarito con una circolare che i risparmi accantonati con la pensione non possono essere sottoposti a pignoramento, purché il loro ammontare sia inferiore al triplo del valore dell’assegno sociale. Nel febbraio 2022 l’INPS, con la circolare numero 38, ha fissato il tetto massimo dell’assegno sociale pari a 6.085,43 euro.

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